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La mostra TANCREDI Feltre, promossa dal Comune di Feltre sotto l'Alto Patronato del Presidente delle Repubblica e con il patrocinio del Ministero per i Beni Culturali, della Presidenza del Consiglio dei Ministri, della Regione del Veneto e della Soprintendenza per i Beni Storici, artistici ed etnoantropologici per le province di Ve, Bl, Pd e Tv, è la prima grande antologica dedicata all’artista che negli ultimi tre decenni sia strutturata in un percorso esaustivo e in una nuova serie di studi, raccolti in catalogo, attraverso i quali ricostruire lo spessore della variegata figura di Tancredi Parmeggiani (Feltre 1927 - Roma 1964), una delle personalità di eccellenza dello scenario artistico internazionale contemporaneo.

 

Curata da Luca Massimo Barbero e realizzata grazie a un importante comitato scientifico, composto da Gabriella Belli, Pier Giovanni Castagnoli, Maria Vittoria Marini Clarelli, e alla collaborazione di un gruppo di noti studiosi e storici dell’arte, l’esposizione intende rendere omaggio al grande artista, celebrandone la riscoperta da parte della sua città natale, e soprattutto collocarlo con giustizia e ragione nel contesto artistico internazionale che compete la qualità estrema del suo lavoro. La selezione delle opere e il percorso della mostra sono pensati in stretta relazione con la “casa museo” di Carlo Rizzarda, sede della Galleria d’Arte Moderna di Feltre: comprendono oltre 150 lavori, articolati in diverse sezioni, che dialogano con gli spazi del museo.

 

La figura come mondo della biografia restituisce, con un’ampia selezione di opere prevalentemente su carta e di piccole dimensioni, un’immagine intima del vissuto dell’artista attraverso i volti dei “compagni di strada e d’avventura” e una serie di autoritratti. Il pensiero concreto del dipingere presenta le rare prove giovanili nello stile definito “concreto neoplastico” e le prime sperimentazioni su carta del 1950-1951, in dialogo con una ricca selezione di documentazione. Primavera riunisce una selezione importante di dipinti dallo stesso titolo, la ricerca svolta nei primi anni ’50 e le opere su carta che segnano l’incontro cruciale con la collezionista Peggy Guggenheim: con la mecenate americana Tancredi instaura un rapporto di particolare sintonia, che lo porta ad essere l’unico artista europeo a contratto con Peggy, e il solo a lavorare negli spazi di Palazzo Venier dei Leoni, mentre lei diffonde le sue opere presso i grandi musei e collezionisti americani: proprio alcune di esse tornano in questa occasione, dopo decenni, ad essere esposte in Europa. Questo significativo legame è presentato in mostra grazie allo straordinario nucleo di lavori provenienti dalla sua collezione, che apre L’avventura internazionale: Tancredi con Carlo Cardazzo e Peggy Guggenheim, sezione che propone l’opera matura e include alcuni dei principali lavori dello spazialismo tancrediano e altre prove altissime del suo esercizio multiforme.

L’Europa e il mondo comprende i nuovi dipinti dal 1955, anno dell’invito alla mostra Tendances Actuelles di Berna, al 1959, con la serie di opere intitolate “A proposito di Venezia”; qui, in dialogo con il percorso di Tancredi, sono inoltre presenti opere di artisti italiani e stranieri che nello stesso periodo esposero con lui: Mario Deluigi, Lucio Fontana, Hans Hartung, Georges Mathieu, Mark Tobey, Wols, Jean-Paul Riopelle. "Degli scherzi accorati…con tanto di ridicolo" include le prove artistiche delle ‘facezie’ ed alcuni dei dipinti sino al 1961; "Dipinti da me e da altri" riunisce alcune delle grandi tele dipinte sino alla svolta del 1962/63 come i “Diari paesani” e i “Fiori dipinti da me e da altri al 101%”. Infine "Io non so scrivere, forse riuscirò a dipingere quello che sento" propone le piccole prove su carta di altissima figurazione eseguite negli ultimi anni dell’avventurosa biografia dell’autore conclusasi tra Milano e Roma.
 
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