Palazzo de' Mezzan PDF Stampa E-mail

Il complesso edificato da Nicolò de Mezzan (Feltre 1458-1544), ricchissimo mercante ed esponente di spicco dell'aristocrazia cittadina, che risulta risiedervi dal 1523, sorge lungo via Paradiso, di fronte al Vescovado Vecchio. Negli anni e nei secoli successivi all'edificazione la struttura venne più volte ampliata e trasformata. Nel 1990 i lavori di ristrutturazione dell'ala ovest diedero l'avvio a straordinarie scoperte. Sulla facciata permangono quadrature di impronta lombardesca. L'apparato pittorico riveste le parete interne. Nell'androne d'ingresso quattro pilastri angolari reggono illusoriamente una trabeazione in finto marmo intervallata da protomi leonine e dagli stemmi dei rettori di Feltre dal 1513 al 1522. Tra le finestre a settentrione campeggia una grande aquila bicipite con lo stemma inquartato Foscari Pisani. L'alta zoccolatura presenta una decorazione risalente al 1571 e attribuita a Pietro de Marascalchi che dipinse una loggia sostenuta da telamoni. Nella sala adiacente, a settentrione, troviamo una rielaborazione in chiave cavalleresca della Leggenda di Sant'Eustachio. A est, ormai sbiaditi, compaiono la figura di Ercole rivestito dal leone di Nemea e, a sud, Arione con la lira portato in salvo dal delfino inviato da Apollo. Sulla parete nord del piano superiore sono effigiati cavalieri e l'Uomo selvatico. A meridione Lorenzo Luzzo dipinse la Venere Anadiomene su uno sfondo ripreso dalla celebre incisione Giudizio di Paride di Marcantonio Raimondi. Allo stesso autore si debbono i lacerti pittorici che rappresentano il Sacrificio di Ifigenia e la lotta tra Ercole e il dio fiume Acheloo. Nella stanza dell'alcova infine abbiamo edificanti temi sacri che comprendono La Creazione, La Visitazione e L'Adorazione dei Magi, quest'ultima autentico capolavoro del Luzzo.

 

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