Le sezioni della mostra PDF Stampa E-mail

- La Figura come “mondo della Biografia”
La sezione presenta un’ampia selezione di opere prevalentemente su carta e di piccole dimensioni che già a partire dalla prima metà degli anni Quaranta e per il decennio successivo Tancredi esegue costantemente e senza soluzione di continuità. Sono queste le testimonianze ed i “Ritratti” delle persone che restituiscono al pubblico il contesto intimo e personale dell’autore. Si va dal Ritratto del Fratello Romano del 1946 a quello del pittore Romano Conversano dello stesso anno, ai ritratti degli amici Veneziani come l’Architetto Bellavitis, agli amici di Feltre, ai familiari, ai colleghi veneziani, ai giornalisti e critici come Sirio Musso o Berto Morucchio.
La sezione restituisce un “mondo” ed un’immagine intima del vissuto dell’artista illustrandone il contesto e presentando i volti dei “compagni di strada ed avventura” nel mondo dell’arte.
La sezione mostra anche una parte degli Autoritratti dell’autore fornendo una vera e propria “galleria di visi e persone” legati alla biografia ed all’importante autobiografia di Tancredi.

 

- Il pensiero Concreto del Dipingere
Nel 1949 Tancredi tiene la sua prima mostra personale allo studio Sandri presentato da Virgilio Guidi. Nell’estate del 1950 è a Roma in un viaggio ricco di stimoli e suggestioni, ospite di Milton Gendel. Questa sezione presenta le rare prove giovanili nello stile che si definisce “concreto neoplastico” insieme alle opere su carta del 1950-1951: gli anni in cui nel suo dipingere si insinua la nuova illuminante scoperta dello Spazio e del Movimento dello Spazialismo di cui sono esposte le prime prove ed i manifesti firmati da Tancredi.

 

- Primavera
“Nel 1951 dipinsi un quadro che si chiamava Primavera” scrive l’artista. Questa sezione comprende una selezione importante della ricerca che Tancredi svolse nei primi anni Cinquanta. Contestualmente viene presentato un approfondimento sulle opere su carta coeve che segnano il suo incontro con la mecenate Peggy Guggenheim alla quale, proprio nel 1951, egli dedica una prima opera.

 

- L’Avventura internazionale: Tancredi con Carlo Cardazzo e Peggy Guggenheim
La sezione comprende alcune delle principali opere “mature” dello Spazialismo tancrediano, e prove altissime del suo esercizio multiforme. Momento particolarmente felice dell’autore che realizza dipinti per le personali nelle gallerie di Venezia, Milano e Roma, così come entra nelle più prestigiose collezioni internazionali. Aspirazione a New York, Natura=Spazio ed altri veri capolavori tancrediani costituiscono il cuore di questa sezione centrale.

 

- L’Europa ed il Mondo
Nel 1955 è invitato, grazie all’importante critico Michel Tapiè, all’importante mostra “Tendances Actuelles3” alla Kunsthalle di Berna. Quasi fatalmente questo nuovo impegno internazionale corrisponde ad un allontanamento dalla mecenate americana Peggy Guggenheim (che però seguirà ed aiuterà il suo lavoro sino alla fine degli anni Cinquanta) ed apre una nuova fase. La sezione comprende i dipinti eseguiti tra 1955 ed il 1959 con la straordinaria serie di opere intitolate “A proposito di Venezia”, città che l’artista lascia definitivamente nella primavera del 1958. Include gli importanti dipinti esposti ai vari premi internazionali, il ciclo “Natura”, l’eccezionale soffitto eseguito per il ristorante alla Colomba di Venezia, le opere esposte alla Galleria Saidenberg di New York ed alla Galleria Paul Facchetti di Parigi.
Parte della sezione è dedicata al confronto con artisti stranieri che, nello stesso periodo, espongono insieme a Tancredi o partecipano ad esposizioni collettive. Tra essi: Mario Deluigi, Hans Hartung, Georges Mathieu, Mark Tobey, Wols.

 

- “Degli scherzi accorati…con un tanto di Ridicolo”
Tra il 1959 e il 1960 nascono le prove intese e talvolta grottesche delle “Facezie” e di dipinti in cui si ripresenta, metamorfizzata, la figura. Il soggiorno svedese, l’amore per la pittura nordica ed il grottesco si approfondiscono delle note accese e drammatiche di Munch, della nuova figurazione e dell’ironia quasi rivoluzionaria che condivide con gli amici del movimento Anti-Procès. Nel 1961 tiene la sua importante personale alla Galleria dell’Ariete di Milano. Nella sezione sono raggruppate le prove artistiche delle “Facezie” ed alcuni dei dipinti sino al 1961.

 

- “Dipinti da me e da altri”
La sezione presenta alcune delle grandi tele dipinte sino al 1962/63, anno in cui la vicenda tancrediana si avvia ad una svolta differente, profonda. Sono questi i “Diari paesani”, i “Fiori Dipinti da me e da altri al 101%” opere di una drammatica felicità ed originalità. Immersosi nel clima della nuova pittura americana, Tancredi non ne plagia la costruzione ma, polemizzando, la priva di quella retorica, di quell’impostazione quasi istituzionale che gli stessi artisti americani otterranno immediatamente dopo proprio con il loro trionfo alla Biennale di Venezia del 1964. Questi lavori, tra i più sorprendenti dell’intera sua carriera, costituiscono uno degli apici del percorso espositivo.

 

- “Io non so scrivere, forse riuscirò a dipingere quello che sento”
Spesso trascurate dalla critica e dal mercato, le piccole opere su carta degli ultimi anni di vita dell’autore ne racchiudono invece l’essenza e, fatalmente, la testimonianza di quel “sentire” faticoso e sofferto, eppur sublime, suo percorso biografico ed artistico. Questi “Matti”, alcuni dipinti dove appaiono figure mostruose, lacerate, sino ai disegni ultimi di una altissima figurazione, eseguiti tra Milano e Roma, costituiscono l’ultima fortissima sezione della mostra.

 
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